"Il vigile, che lavorava da 14 ore senza interruzione, si mise a piangere per la stanchezza e lo rifocillammo"

Testimonianza di Riccardo Basosi (I)

"All'epoca avevo 19 anni ed ero studente del secondo anno di Chimica. Oggi sono professore ordinario di Chimica Fisica e presidente del Corso di Laurea in Chimica dell'Universita' di Siena. Abito ancora a Firenze ma un po' in collina per evitare il rischio...

Facevo parte di un nucleo di intervento dell'ORUF (Organismo Rappresentativo Universitario Fiorentino) nel quale erano confluiti 2 ragazzi che venivano dalla Lombardia e 1 che veniva dalla Calabria e che dopo quei giorni non ho piu' rivisto. Insieme abbiamo spalato tonnellate di fango.

Un giorno lo passammo interamente a trasportare sulle spalle persone anziane che volevano attraversare piazza S. Croce completamente invasa dalla melma. Nel trasportare una vecchina che aveva in mano una grossa borsa contenente pane ed alimenti ottenuti dai soccorritori, sono rimasto impantanato a meta' del percorso perche' il fango, mescolato a gasolio, aveva intrappolato uno dei miei stivali. Tenendo sulle spalle la vecchina cercai di liberare il piede tra le proteste della "trasportata" che si lamentava della paura di cadere: << Giovine!!! la 'un mi faccia cadere>> mi pare di ricordare che per la paura mi abbia anche colpito con la borsa. La scena e' stata fotografata da un signore sul marciapiede che non sono riuscito a ritrovare. Ho poi risolto il problema sfilandomi con grande difficolta' lo stivale per poi portare la signora a destinazione semiscalzo. Lo stivale e' stato successivamente recuperato.

Una settimana dopo la notte fatidica ho visto in Borgo S. Lorenzo un enorme cartello apparentemente li' collocato dalla pizzeria Nuti. La scritta diceva: "Siamo aperti di dietro" con un riferimento esplicito alla voglia dei fiorentini di risollevarsi velocemente dalla sventura e una trasparente riflessione sulla drammaticita' della stessa. Una sera, tornando a casa dopo una giornata passata a spalare fango, all'incrocio di viale Belfiore ho assistito alla scena di un giovane vigile urbano tentava di dirigere il traffico di auto dei molti cittadini che venivano a "vedere" l'alluvione di Firenze. Era vestito di nero con un maglione a collo alto, ma senza divisa, con la barba lunga e li occhi arrossati di chi non aveva dormito. Ad un certo punto, improvvisamente, ha smesso e si e' messo a piangere. Con alcuni altri passanti ci fermammo a confortarlo. Era li' da 14 ore senza cambio. Ricordo che una signora scese da una casa nella strada portando del the caldo. Ci rifocillammo e lui torno' al suo lavoro rinfrancato. Mi parve allora che il frastuono dei clacson diminuisse. Chissa' che non possa funzionare anche oggi!!!

Nel febbraio del 1967 facevo parte di una delegazione di studenti di Chimica dell'Artis Maioris Alchimistrarum Ordo che partecipava alla festa delle matricole dell'Universita' di Padova. Ci pagammo quasi completamente la trasferta vendendo ai padovani, a modico prezzo, come souvenir bustine di plastica contenenti "fango orginale dell'alluvione di Firenze" che naturalmente c'eravamo procurate ad Abano Terme. E' la prima volta che lo confesso !!!



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