Il Melodramma
compie 400 anni

Firenze, la città dove l'opera in musica nacque nel 1598, lo celebra con la riapertura dello storico e bellissimo Teatro Goldoni; in scena L'ORFEO di Monteverdi con la regia di RONCONI



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Firenze - L'Opera in musica compie 400 anni: risale infatti al Carnevale 1598 la "DAFNE" di Jacopo Corsi e Jacopo Peri, su libretto di Ottavio Rinuccini (da Ovidio), dato a Firenze in Palazzo Corsi e primo esempio di melodramma di cui rimangono però solo alcuni frammenti, conservati alla Biblioteca Nazionale Fiorentina; gli stessi Peri e Rinuccini avrebbero nel 1600 "firmato" I"Euridice". autentico e completo "dramma musicale". Dalle esperienze della Camerata de' Bardi prendeva dunque avvìo il genere musicale che oggi parla la lingua internazionale e più amata nel mondo, e di cui I 'Italia e Firenze possono a ragione vantarsi di aver dato i natali. L'anniversario verrà ricordato anche dalle Poste Italiane. che l'8 aprile emetteranno un francobollo commemorativo e l'annullo speciale, già attesi dai collezionisti.L'ORFEO
di Claudio Monteverdi
(Mantova, 1607), riconosciuto come il primo capolavoro di questa nuova forma d'arte, assunto in pochi anni a notorietà e riprese internazionali grazie anche alla stampa della partitura, è il titolo scelto dal Teatro Comunale di Firenze- per celebrare la ricorrenza con un nuovo allestimento affidato alla concertazione di RENE JACOBS e alla regia di LUCA RONCONI, che segnerà la riapertura dopo decenni di restauri, voluti e seguiti dal Comune di Firenze e dalla Soprintendenza di Palazzo Pitti, dell'ottocentesco TEATRO GOLDONI, gioiello lorenese situato nel popolare quartiere fiorentino di S. Frediano.


IL TEATRO GOLDONI

Edificato ai primi dell'Ottocento, su iniziativa dell'imprenditore Luigi Gargani, sul terreno tra via Romana, via S. Maria e via dei Serragli, il Goldoni nasce "moderno", se non addirittura all'avanguardia, per quella che si direbbe oggi la sua "polivalenza": Teatro coperto e contigua Arena a cielo aperto entrambi capaci di accogliere 1500 spettatori. Il progettista fu l'architetto fiorentino Giuseppe del Rosso e l'inaugurazione avvenne il 7 aprile 1817 nel nome del grande autore cui era dedicato, con "11 burbero benefico" abbinato al balletto "La figlia malcustodita". Un avvìo in prosa, dunque; ma la musica tarderà solo pochi mesi, poichè già il 20 settembre dello stesso anno vi si terrà la prima "Accademia" del pianista Franz Schoberlechner insieme al tenore livornese Nicola Tacchinardi e all'oboista Egisto Mosell. l primi titoli d'opera mantennero alto lo stile delle proposte, andando da "La sposa fedele" di Giovanni Pacini al "Tebaldo e lsolina" di Francesco Morlacchi, per poi tenere a battesimo il 29 giugno 1825 quella " Società Filarmonica Fiorentina " che può essere considerata l'antesignana della Stabile Orchestrale voluta nel 1928 da Vittorio Gui, dalla quale derivarono il Maggio Musicale Fiorentino e la stessa odierna Orchestra omonima del Festival. Il Teatro, per la sua vicinanza a Palazzo Pitti, venne da subito considerato il Teatro di corte, e il Granduca vi ebbe il suo palco particolare. La scomparsa della corte lorenese con l'avvento del Regno d'ltalia, e le vicende legate a Firenze capitale portarono al temporaneo decadimento del Teatro che tuttavia, nel 1875, completamente rinnovato e con l'impianto di illuminazione a gas, venne inaugurato una seconda volta (con "L'ltaliana in Algeri" di Rossini), e proseguì l'attività fino al 1914, anno in cui venne ulteriormente ristrutturato e dotato dell'impianto d'illuminazione elettrico da Adolfo Coppedè. Dopo la prima guerra mondiale il Teatro andò in progressivo abbandono e restò chiuso dal 1925 al 1954 (periodo nel quale servì anche da ricovero per gli sfollati); nel 1954 venne riaperto al pubblico, nel 1961 entrò in possesso della famiglia Fera e nel 1976, dopo "Quarry" di Meredith Monk, chiuse definitivamente i battenti. Nel dopoguerra il Goldoni era stato utilizzato come teatro di prosa per il film "I Vitelloni" di Fellini, aveva suscitato l'interesse di Visconti
L'interno del Goldoni

durante le prove di "Egmont" per il 30° Maggio Musicale Fiorentino (1967), ed era stato sede della "Bottega" di Gassmann. l lavori di ripristino, durati oltre vent'anni con numerose interruzioni, sono stati curati dall'Ufficio Belle Arti del Comune di Firenze, in collaborazione con la Soprintendenza di Palazzo Pitti (referenti l'Arch. Giuseppe Cini, Direttore dei lavori per il Comune. e la D.ssa Litta Medri per la Soprintendenza). La capienza finale del Teatro, restituito allo splendore dei colori pastello originali, sarà di circa 420 posti; ma per il particolare allestimento inaugurale, che sfrutta la platea e richiede installazioni tecniche in alcuni palchi, i posti utili saranno circa 170.

LO SPETTACOLO
Luca Ronconi
In scena al Teatro Goldoni dal 10 al 21 marzo (otto recite; inizio alle 20.30, sabato 14 e 21 ore 15.30), L'ORFEO, "Favola in musica" di Claudio Monteverdi, segnerà l'avvio delle celebrazioni per il quarto centenario del melodramma - nato a Firenze nel 1598 - e l'attesa riapertura del Teatro Goldoni; sono in definizione gli accordi di coproduzione con la RAI per la trasmissione televisiva. Nuovo l'allestimento, affidato a LUCA RONCONI con le scene di Margherita Palli e i costumi di Vera Marzot: un protagonista della scena teatrale internazionale per un "evento" eccezionale, al suo debutto monteverdiano, anche se il mito di Orfeo è già presente nella sua carriera. Per il regista, che con il Teatro Comunale fiorentino ha creato spettacoli come "Orfeo ed Euridice" di Gluck per l'esordio del 1976 con Muti, la "Tetralogia" wagneriana ('79 - '81)"The Fairy Queen" a Boboli ('87), fino ai recenti "Sturm und Drang" e "Fierrabras", Premio Abbiati per il miglior spettacolo del 1995, è comunque l'avvìo di un "progetto Monteverdi", con le tre opere da realizzare nei prossimi anni. Ronconi, che considera il teatro granducale di via S.Maria un luogo ideale per quest'opera "alborale", sia per dimensioni che per la vicinanza del pubblico, ha pensato di far svolgere l'azione fra parte del palcoscenico ricoperto da 200 mq. di prato vero - e la Platea. priva di Poltrone e riempita da 40.000 litri d'acqua; gli spettatori, circa 170 per sera, prenderanno posto nei palchi e in palcoscenico, l'organico strumentale in buca. I costumi saranno a-temporali, giocati tutti sul bianco e sul nero, con Euridice in abito da sposa e Plutone in tight.
Cecilia Gasdia

RENÈ JACOBS, il controtenore belga fra i più quotati interpreti del Barocco. con il suo ensemble CONCERTO VOCALE, è responsabile del versante musicale. A lui il compito di concertare il gruppo strumentale specializzato con cui ha realizzato anche una bella incisione discografica di "Orfeo", e al quale si affianca il duttile CORO DEL MAGGIO MUSICALE FIORENTINO, e i protagonisti: Euridice (ma anche la Musica, ed Eco) sarà CECILIA GASDIA, Orfeo il basso ROBERTO SCALTRITI, e con loro Sara Mingardo, Mario Luperi, Marina Comparato, Antonio Abete, Mauro Utzeri ed altri: una compagnia italiana e giovane, non di specialisti di musica antica ma dalla vocalità adatta ad affrontare un testo conosciuto, certo, ma lontano dalle abitudini d'ascolto del melodramma.





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