di Marta Marini
erborista e psicopedagogista


Il senso e il significato dei fiori di Bach
...ci fu un tempo in cui ogni suono aveva senso e significato...

Oggi, non solo le parole, il nostro suono, ma anche il mondo che ci circonda, piante comprese, hanno perso molto del loro senso e significato originario. Perlomeno rispetto a una visione del mondo dove macrocosmo e microcosmo si riflettono l'uno nell'altro e tra loro interagiscono a formare un'unità vivente e dinamica. Quando ho conosciuto il pensiero di Edward Bach ho capito che egli, grazie alla sua grande sensibilità e all'esperienza maturata nel corso della vita, era riuscito a collegarsi così profondamente a questa visione del mondo da creare un metodo di cura tra i più semplici ed efficaci del nostro secolo. Con ciò, noi non dobbiamo farci scudo del fatto di non possedere le doti e le qualità del fondatore della floriterapia, ma a modo nostro, dobbiamo trovare un ingresso nella sua visione del mondo per capire il senso e il significato dei fiori da lui utilizzati così da poterli usare al meglio. Partiamo dal suono, in questo caso il nome della pianta. Spesso l'etimologia di un nome ci fa già capire il messaggio che la pianta lancia. Vi farò l'esempio di due fiori in cui tutto ciò è abbastanza esplicito. Per il momento accenniamo brevemente due di questi fiori che nelle prossimi numeri della rivista verranno ripresi più ampiamente.


Melo selvatico - Stella di Betlemme
Crab Apple, il melo selvatico, (Malus silvestris), citando Bach: "E' il rimedio di depurazione. Per quelli che hanno l'impressione di avere in se stessi qualcosa di poco pulito...". Crab, che in inglese vuol dire granchio, è originato dal norvegese e significa sgraziato. La persona Crab Apple si sente fondamentalmente sgraziata, cioè non gradita a se stessa, non si accetta, ha come un peso inconscio che gli deriva dal fatto di non accettare l'uomo come essere imperfetto; da qui il suo bisogno di purificazione, di ordine, di perfezione. L'altro fiore, Star of Bethlehem, è un fiore dei campi (Ornithogalum umbellatum) e viene usato in caso di traumi, incidenti, quando la persona è sotto shock. Questo fiore risveglia e riporta alla luce colui che ha perso profondamente il collegamento con se stesso a causa di un trauma antico o recente. Quella del nome è solo una delle chiavi di lettura della pianta, anche perché il nome nasce dall'esperienza, da quello che l'uomo aveva provato o visto nella pianta. Il vedere la pianta in un certo modo ci avvicina a un'altra chiave di lettura di cui parleremo in seguito che è, come dicevano gli antichi, la segnatura, cioè la pianta nel suo manifestarsi (quello che oggi chiameremmo la descrizione botanica e il suo comportamento biochimico), ci rivela profondamente lo scopo che ha su questa terra, compreso quello curativo nei confronti dell'uomo.

Vedi anche: Cosa curano i Fiori di Bach

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a cura di
Silvia Messeri & Sandro Pintus


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